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mercoledì 12 ottobre 2011

Una genialata: il “safety tutor” tra Bagnara e Scilla


Siamo dei privilegiati e non lo sappiamo, circondati da gente impegnata da mattina a sera a sfornare provvedimenti utili per la nostra salute. Una vera fortuna. Eppure, ci sono persone, di quelle proprio cattive, che malignano e alimentano polemiche pretestuose e infondate, avanzando perfino il sospetto (sacrilegio!) che dietro quelle buone azioni, pensate e attuate a nostro esclusivo beneficio, ci siano inconfessabili ragioni, dettate dall’atavico bisogno di liquidità, dalla prosaica esigenza di fare cassa in tempi di magra assoluta. “Io mi sacrifico per voi e questo è il vostro ringraziamento” urlava Capitan Uncino alla sua ciurma. Sì, il mondo si divide in “gente per bene e gente per male”, secondo il manicheismo del ministro Brunetta, che tanto deve alla filosofia di Tuco (Eli Wallach, nel film di Sergio Leone Il buono, il brutto e il cattivo) quando considerava che “gli speroni si dividono in due categorie: qualcuno passa dalla porta e qualcuno dalla finestra”.
Pochi, di quelli che contano, passano però dal tratto autostradale Bagnara-Scilla, altrimenti non si spiegherebbe la decisione di installare, nientemeno, il “safety tutor” nel macrolotto più disgraziato dell’intera Salerno-Reggio Calabria. Siccome già si procede a passo di lumaca, quando non si rimane bloccati a causa di qualche incidente o guasto che impedisce anche alle autoambulanze di farsi largo nel doppio senso intasato di vetture, si è pensato bene di ridurre ulteriormente i tempi di percorrenza. Come se, in condizioni “normali”, fosse un susseguirsi continuo di prestazioni record. Per non incorrere nelle prevedibili salatissime multe, non bisogna superare i 40 km/h di velocità media. Buona fortuna, è proprio il caso di augurarlo, a tutti i pendolari da e per Reggio Calabria.
In un paese serio, i cittadini penalizzati – e quelli che quotidianamente devono incrociare le dita e pregare San Cristoforo prima di immettersi sull’autostrada lo sono – andrebbero ricompensati per i disagi patiti. Da noi, invece, cornuti e mazziati. Come quando, sempre tra Bagnara e Scilla, era stato collocato l’autovelox in un rettilineo in discesa, un tratto in cui era praticamente impossibile andare a 40 km/h. Ovviamente, l’avevano fatto per la nostra incolumità, salvo toglierlo definitivamente dopo che qualcuno aveva pensato di risolvere la questione con le cattive, spaccandolo. Anche sulla vicenda del tutor si sono già levate voci di protesta, comprese quelle istituzionali del sottosegretario all’Ambiente Elio Belcastro (una decisione “offensiva per tutti coloro i quali, con indicibili disagi, sono obbligati a percorrere l’autostrada”) e del consigliere regionale Luigi Fedele. Tanto che la prefettura si è sentita in dovere di precisare che il “safety tutor” non è ancora in funzione, nonostante sia stato installato. Non è detto, però, che non lo sarà e, in ogni caso, il danno è già stato fatto. File lunghissime, causate da automobilisti convinti che il sistema sia in funzione, frenate improvvise e tamponamenti.
Catilina sta davvero abusando della nostra pazienza. Non sarebbe male se lanciasse un segnale di distensione, decidendo di smontare il tutor e, nel frattempo, segnalando con appositi cartelli che non è in funzione.

3 commenti:

Cirano ha detto...

ci scriverò anch'io è una beffa...prima l'hanno messo, poi dopo le proteste, hanno oscurato i cartelli notalo....bisogna informare i cittadini che non è in funzione.!!

Domenico ha detto...

è vero, ma la gente non lo sa e cammina a 40 all'ora. per arrivare a reggio è un'impresa. a parte che il rischio di essere tamponati, già elevato, è aumentato.
PS: complimenti per l'articolo su strill.it

Anonimo ha detto...

Il tutor potrebbe anche andare bene, il problema sono quei limiti assurdi (40 km/h !!!).
Poiché effettivamente esistono dei punti pericolosi in quel tratto, avrebbero potuto instaurare un limite di velocità media di 70 km/h... sarebbe un buon compromesso tra sicurezza ed esigenze dei pendolari!